225.000 iscritti in 6 mesi, 8 lezioni chiave (per costruire il tuo progetto)

In poco più di sei mesi, oltre 225.000 persone si sono registrate alla nostra newsletter sul corso AI First, il progetto formativo dedicato a chi vuole imparare a usare l’intelligenza artificiale nel proprio lavoro. Un risultato pazzesco, soprattutto considerando che la maggior parte dei progetti digitali non arriva nemmeno lontanamente a quei numeri.

Ci è sembrato utile condividere qualche riflessione su questo percorso: non solo per chi è interessato all’AI, ma anche per chi sta pensando di lanciare un proprio progetto – una newsletter, un corso, un prodotto. Ecco quindi alcune lezioni chiave che abbiamo imparato sul campo.


1. Parla a un pubblico specifico (e fregatene del resto)

La tentazione di voler parlare a “tutti” è fortissima, ma è anche uno degli errori più comuni e pericolosi. La realtà? Quando parli a tutti, non parli a nessuno.

Nel nostro caso, abbiamo scelto di rivolgerci a chi parte da zero con l’intelligenza artificiale: non a esperti, non a sviluppatori, ma a chi vuole iniziare a usare l’AI nel lavoro quotidiano. Commercialisti, infermieri, freelance, imprenditori, dipendenti. Il filo conduttore? Nessuna competenza tecnica pregressa, solo tanta voglia di imparare. E questa chiarezza ha fatto tutta la differenza.


2. Scegli l’argomento giusto, al momento giusto

Il timing conta. Tantissimo.

Parlare di AI nel 2024-2025 ha senso: l’argomento è ovunque, ma la maggior parte delle persone non sa davvero come usarla. È un terreno ancora pieno di curiosità e ignoranza (nel senso buono). Quando l’interesse per un tema è alto e l’analfabetismo funzionale è alle stelle, hai un’occasione unica per creare contenuti che fanno la differenza.


3. I social vanno bene, ma servono spazi dedicati

Abbiamo fatto migliaia di video sui social. Ma se vuoi davvero formare qualcuno – con attenzione, profondità, metodo – i social non bastano.

Serve un luogo specifico, uno spazio che dica: “Ok, qui si studia”. È un cambio di mindset. Un conto è guardare un reel distratto mentre sei in coda alla posta, un altro è dedicare del tempo a un percorso strutturato, anche se gratuito.


4. Non sottovalutare la newsletter

Per anni abbiamo sottovalutato la potenza delle newsletter. Poi abbiamo capito: sono uno degli strumenti più efficaci per costruire una relazione diretta, continua, senza algoritmi nel mezzo.

Non solo: avere una mailing list ben curata è un asset. E se riesci a costruirla con contenuti utili e coinvolgenti, diventa uno dei tuoi canali di comunicazione più solidi.


5. Servono gli strumenti giusti (e costano)

Dietro a un progetto che funziona ci sono sempre strumenti tecnici ben scelti: piattaforme per l’email marketing, hosting per i video, tool per l’analisi, software per il supporto e così via.

E quando inizi a crescere, i costi crescono con te. Quindi, prima di partire, meglio fare un piano sostenibile, soprattutto se vuoi scalare.


6. Il copy fa (davvero) la differenza

Il copy, insieme all’estetica, è spesso sottovalutato. E invece è fondamentale, soprattutto se ti rivolgi a chi non ha mai sentito parlare di prompt, token e modelli linguistici.

Semplicità, chiarezza, tono amichevole. Ma anche leve come urgenza e scarsità, spesso viste male, possono aiutare a motivare le persone a iniziare un percorso. Come chi vuole andare in palestra, ma poi non ci va mai: a volte serve una spinta.


7. Più contenuti (e più email) aiutano, non disturbano

Sembra controintuitivo, ma è così: mandare più contenuti, più spesso, funziona meglio. Ovviamente se i contenuti sono utili.

Il pubblico a cui ci rivolgiamo ha bisogno di essere accompagnato, stimolato, motivato. E chi si lamenta delle troppe email… spesso è lo stesso che poi dice: “Eh ma non mi avevate avvisato della promozione”.


8. Costruisci un ecosistema, non solo un corso

Il vero valore arriva quando metti insieme contenuti, newsletter, corsi, community, supporto. Quando non vendi solo un corso, ma costruisci un ambiente che aiuta le persone a crescere. Come fa Apple con il suo ecosistema.

Nel nostro caso: c’è la newsletter settimanale, i contenuti sui social, i video gratuiti, il percorso avanzato, i tool, il confronto diretto. Tutto pensato per essere utile, davvero.


Conclusione

Quello che ci portiamo a casa da questi mesi è che, se vuoi lanciare un progetto digitale nel 2025, servono: un pubblico preciso, un tema rilevante, uno spazio dedicato, un copy efficace, e una strategia coerente.

E soprattutto, la voglia di essere utili.

Come diciamo sempre: il miglior progetto è sempre il prossimo. Ma intanto, speriamo che questi spunti ti aiutino a far partire (o far crescere) il tuo.

staff Monty

Monty Staff