Un libro di circa 200 pagine, scritto in un’ora. Non da una persona, ma da un team di agenti AI lanciato in diretta durante un workshop, mentre sullo schermo si parlava d’altro. E il risultato? Confrontato con quattro libri di business pubblicati in carriera — dai tempi in cui il web sembrava ancora una stranezza — il verdetto è onesto: più o meno quella roba lì: un libro vero, con lo stesso tono di voce, le stesse battute, gli stessi giochi di parole.
In questo articolo vediamo come è stato fatto, come puoi replicarlo tu e — soprattutto — quali riflessioni apre sul concetto stesso di scrittura nell’era dell’AI agentica. Perché da qui in poi cambia tutto, e conviene arrivarci preparati.
L’esperimento: un ebook nato in diretta durante un workshop
Tutto parte da una provocazione arrivata in chat durante un workshop di due giorni sugli agenti AI: “Se insegni a usare gli agenti, dovresti avere il tuo team di agenti che lavora per te mentre parli”. Detto, fatto: idea lanciata al volo, un paio di comandi, e un gruppo di agenti AI è partito con un obiettivo preciso — scrivere un ebook completo sul tema degli agenti di intelligenza artificiale.
Un’ora dopo, il libro era pronto. Il giorno successivo è stato commentato insieme ai partecipanti, che hanno suggerito cosa aggiungere: una sorta di creazione condivisa. Risultato finale: un ebook di circa 200 pagine che potrebbe tranquillamente diventare un libro da libreria. E leggendone un brano a caso, la sensazione è netta: sembra scritto dalla stessa mano dei libri precedenti — tono, fraseggi, battutine comprese.
Cosa serve: un modello AI agentico (in questo caso Claude Code)
Primo ingrediente: un modello di intelligenza artificiale con capacità agentiche. Sul mercato le opzioni non mancano — da Codex di OpenAI in giù — ma per questo esperimento la scelta è caduta su Claude Code, la versione agentica di Claude. Due i motivi: al momento dell’esperimento era disponibile Fable 5, il modello più avanzato in circolazione e particolarmente forte sulla scrittura, e soprattutto Claude Code aveva già “in pancia” anni di addestramento sul tono di voce specifico: libri precedenti, trascrizioni dei video, linee guida di stile, preferenze personali su cosa funziona e cosa no quando si scrive.
Ed è questo il punto che fa la differenza, su cui torneremo: senza le tue linee guida, l’AI scrive secondo la sua logica. Con le tue linee guida, scrive come scriveresti tu.
PC o VPS? Perché conviene lavorare su un server esterno
Seconda decisione: dove far girare gli agenti. Opzione uno, entry level: installi Claude Code sul tuo computer. Opzione due, più avanzata: lo installi su una VPS, cioè un server virtuale che vive là fuori nel mondo. Il vantaggio è enorme: se spegni il portatile (o il portatile muore), sul tuo computer muore tutto; su una VPS, invece, gli agenti continuano a lavorare anche mentre dormi.
È la stessa evoluzione che ha vissuto la posta elettronica: prima il server ce l’avevi in casa, poi con il cloud tutto si è spostato là fuori — Gmail non sta sul tuo computer. Pro: comodità, backup, e se il server si rompe è un problema loro, non tuo. Contro: meno controllo diretto sui dati, un aspetto da valutare se tratti informazioni particolarmente riservate.
Per questo esperimento la VPS era di Hostinger (partner di questa serie di video, ma usata già da prima della collaborazione): economica, sempre attiva, e con un ecosistema di installazioni one-click — Claude Code compreso — che semplifica parecchio la vita. In alternativa, basta copiare e incollare il comando di installazione di Claude Code nel terminale della VPS: la schermata nera fa un po’ “da programmatore”, ma è il modo più rapido di lavorare con gli agenti.
Al costo della VPS va aggiunto l’abbonamento a Claude, disponibile in vari livelli a partire da circa 20 dollari al mese. Con quella cifra e un paio di caffè per il server, hai un sistema operativo 24 ore su 24, indipendente dal tuo computer, capace di creare ebook ma anche siti, landing page, app e strumenti di ogni tipo. Una parentesi obbligatoria: appena vai su una VPS diventi “pubblico”, e la sicurezza deve essere il primo pensiero, sempre, prima ancora di qualsiasi funzionalità.
Il comando giusto: linee guida, tono di voce, direzione
Con Claude Code installato, il lavoro vero è dare il comando giusto. In questo caso: “Scrivi un ebook sugli agenti AI, usando questi materiali, con questo tono di voce”. Il modello aveva già a disposizione i libri precedenti, le trascrizioni di migliaia di video, le slide del workshop e un vero e proprio voice profile: gusti personali, cosa piace e cosa no, come si costruisce una frase, quali battute funzionano. A quel punto è bastato dire: applica quel tono di voce a questi argomenti, e vai.
Se provi a replicare l’esperimento, tienilo bene a mente: la qualità del risultato dipende quasi interamente dalla qualità delle linee guida che fornisci. Senza, ottieni un testo generico. Con, ottieni un testo tuo.
Agenti in parallelo: come lavora davvero il “team”
La parte più affascinante è come il lavoro viene distribuito. Claude Code dispone di livelli di “sforzo” del modello, e al livello massimo lancia in contemporanea più agenti con funzioni diverse: uno fa solo ricerca e raccoglie i dati; uno fa fact-checking e verifica che i dati siano veri; uno assembla studi e teorie; uno corregge le bozze; uno scrive; uno fa la “controscrittura”, mettendo in discussione quanto prodotto. Da questo piccolo esercito di agenti specializzati è uscito l’ebook, con tanto di proposte di titolo e copertina tra cui scegliere.
In pratica, è la replica esatta di come funziona una redazione umana — ricercatore, ghost writer, editor, correttore di bozze — compressa in un’ora.
Dallo scrittore al brand: cosa cambia davvero
E qui arriva la riflessione più importante. Nel mondo dei contenuti stiamo passando dal concetto di scrittore al concetto di brand. Sembra strano, ma pensaci: nessuno si aspetta che ogni post del blog di Amazon sia scritto personalmente da Jeff Bezos, o che Tom Cruise si metta a scrivere da sé i contenuti dei suoi social. Dietro c’è un team — e quando i social di un personaggio funzionano benissimo, in genere significa proprio che il team dietro è ottimo. Il personaggio (o l’azienda) è la mente, la visione, la direzione; l’esecuzione la fa un esercito di collaboratori.
Gli agenti AI non fanno che estendere questo modello: chi produce contenuti diventerà sempre più una figura che dà indicazione, visione e direzione, mentre l’assemblaggio esecutivo lo fa un team misto, umano e agentico. Non a caso, anche in questo esperimento l’ultimo passaggio è stato umano: una persona del team, forte sui temi di scrittura e letteratura, ha riletto l’ebook e dato il suo feedback. I due mondi lavorano insieme.
Libri di business vs letteratura: una distinzione onesta
Attenzione però a non fare di tutta l’erba un fascio. Qui si parla di libri di business: compendi che aiutano a capire un argomento nel modo meno noioso e più chiaro possibile. Prendi i best seller del genere — Start with Why di Simon Sinek, per dirne uno: un’idea forte, moltiplicata per 200 pagine di esempi che la dimostrano. Con le dovute eccezioni (Seth Godin, che scrive davvero da scrittore, è una di queste), il 90% dei libri di business funziona così: una, due idee al massimo, e il resto è sviluppo.
E c’è di più: quel 90% spesso non era comunque scritto dall’autore. Ghost writer, correttori di bozze, team editoriali che ricevono indicazioni — magari dei semplici vocali con “quello che voglio dire è questo” — e assemblano il libro, che l’autore poi rilegge e approva. Persino le biografie dei grandi personaggi passano da lì. Che differenza fa, allora, se quel team è fatto di umani o di agenti AI che svolgono esattamente le stesse mansioni?
Diverso, ovviamente, è il discorso per la letteratura vera: Harry Potter, l’Umberto Eco di turno, l’opera d’arte dove il contributo creativo dello scrittore è il cuore di tutto. Quello, a oggi, resta un altro mestiere.
In sintesi: la ricetta per scrivere un libro con gli agenti AI
1. Scegli un modello agentico (in questo caso Claude Code, con abbonamento a partire da circa 20 dollari al mese). 2. Installalo su una VPS invece che sul tuo PC, così gli agenti lavorano anche a computer spento — con la sicurezza sempre al primo posto. 3. Prepara le tue linee guida: tono di voce, materiali di riferimento, stile, preferenze. 4. Dai un comando chiaro con tema e formato desiderato. 5. Sfrutta gli agenti in parallelo: ricerca, fact-checking, scrittura, correzione bozze. 6. Chiudi con una revisione umana. Il risultato non sostituisce la letteratura, ma per i contenuti di business cambia le regole del gioco.
Staff Monty
Questo articolo è stato generato con il supporto dell’intelligenza artificiale a partire dal video originale.