C’è una domanda semplice, quasi banale, che però vale la pena farsi ogni mattina: oggi mi sono alzato per vincere o per perdere?
Sembra una frase da film motivazionale o da poster in palestra, ma in realtà dietro c’è molto di più. È una domanda che tocca il cuore del nostro atteggiamento quotidiano, del nostro modo di affrontare la vita – dal lavoro allo sport, dalle relazioni alle scelte più intime.
Facciamo un salto indietro nel tempo. Parliamo di ping pong. Sì, proprio tennistavolo, sport olimpico che è seguito da milioni di persone e giocato da atleti che sembrano ninja della racchetta. Tra loro c’è stato anche lui, lo “sbarbato” Monty, che in gioventù si faceva qualche torneo. Un giorno, dopo aver perso il primo set, l’allenatore gli disse una frase secca:
“Se ti sei alzato per perdere, tanto valeva restare a letto.”
Boom.
Quella frase, nel suo stile un po’ rude ma efficace, aveva centrato il punto. Perché in effetti, in quel torneo, Monty si era alzato per perdere. E non è solo una questione sportiva. Quante volte ci svegliamo con la testa già piena di scuse, paure, alibi? Quante volte partiamo con il freno a mano tirato?
Alzarsi per vincere (davvero)
Attenzione però: “vincere” non significa diventare multimilionari entro venerdì, né trasformarsi in una macchina da performance. “Vincere” vuol dire vincere secondo il tuo sistema di valori.
Può essere vincere un’abitudine negativa. O una paura. O riuscire finalmente a dire “no” a qualcosa che ti pesa. O dedicare del tempo a un progetto che sogni da mesi. O semplicemente fare una cosa bene, senza dover dimostrare niente a nessuno.
In un mondo in cui la competizione è spesso tossica e costruita su metriche decise da altri, vincere dovrebbe essere un’azione interiore, non un risultato da sbandierare.
Come diceva Albert Einstein:
“Non tutto ciò che può essere contato conta, e non tutto ciò che conta può essere contato.”
Il sistema non è costruito per farti vincere
Ed è qui che la riflessione diventa ancora più importante.
Viviamo in un mondo dove, come ha ricordato anche Edward Snowden alla Bitcoin Conference, le regole del gioco non sono fatte per favorire il singolo cittadino. Le istituzioni competono contro di te. E tu sei messo in competizione con gli altri cittadini. Tradotto: di default parti svantaggiato.
Non hai scelto il menù delle opzioni. Ti sei svegliato in un mondo dove le regole erano già scritte. Ma dentro questo sistema c’è ancora una libertà fondamentale: scegliere con che spirito affrontare la giornata.
Se non stai vincendo, stai perdendo
Questa è forse la frase più brutale, ma anche la più vera. Perché se non stai facendo qualcosa che per te ha un senso, che ti avvicina alla tua idea di successo (qualunque essa sia), probabilmente ti stai allontanando da essa.
La sveglia è suonata. Sei in piedi. Ora tocca a te. Puoi affrontare la giornata con un senso di possibilità, oppure rassegnarti a subirla. Non è facile. Non lo è mai. Ma è una scelta.
Quindi, domani mattina, mentre ti fai il caffè o ti infili le scarpe, fatti questa domanda:
👉 Mi sono alzato per vincere o per perdere?
La risposta farà tutta la differenza.
Staff Monty
Monty Staff